domenica 5 settembre 2010
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TERZA CELEBRAZIONE
DELLA VOCAZIONE LAICALE CANOSSIANA
3 aprile 2005

RISONANZE E RICORDI


Dai Laici di Milano

I laici canossiani del Nord d’Italia hanno celebrato a Verona lo scorso 3 aprile la giornata della vocazione laicale canossiana.
La giornata è stata vissuta in clima di fraternità, con il pensiero rivolto alla morte del Papa, Giovanni Paolo II avvenuta la sera prima.
La riflessione “Famiglia scuola di amore” è stata guidata da Eugenio Bertolotti, un Fratello Laico Canossiano, che ci ha trasmesso con passione e convinzione alcuni spunti sulle virtù che ci impegniamo a vivere nell’ambito delle nostre famiglie.
Come vivere il carisma canossiano dentro la famiglia?
Maddalena ci indica la strada: imitando Maria Addolorata nell’esercizio della pazienza, docilità, dolcezza e mansuetudine.
La famiglia è il laboratorio trinitario della pace e delle buone relazioni, è comunione di amore e di vita. Il laboratorio è il luogo dove realizzare concretamente questo compito, che è sempre in divenire. E’ la scuola nella quale la formazione non è data una volta per sempre, ma permanente, che non ha mai fine ( e a scuola si può sbagliare e correggere..) E’ una scuola di carità, nella quale ciascuno è nello stesso tempo insegnante e allievo!
Abbiamo tanta strada da percorrere, tanto cammino da fare. Ma abbiamo questi punti fermi:
PAZIENZA – La nostra famiglia è continuamente in divenire; è importante capire che la comunione è realizzata attraverso noi, ma principalmente è un dono che riceviamo. Ci sono dei tempi da rispettare, diversi per ogni elemento. E bisogna saper attendere. Vivere l’attesa come Maria. Dare fiducia alle persone, puntare sulla positività delle persone, sognare per i nostri figli la felicità (e non la ricchezza). Conoscere tenerezze nuove. ….e saper sognare!
DOCILITA’ – A volte abbiamo la pretesa di vedere sempre tutto in modo chiaro. Invece dobbiamo cercare di leggere la nostra vita alla luce della Parola: l’amore del Signore può insegnarci qualcosa di nuovo ogni giorno. Il nostro impegno è proprio quello di leggere la vita alla luce della Parola di Dio, per andare oltre. Vivere l’amore generosissimo con la lucidità di cogliere ogni giorno cosa il Signore mi chiede di realizzare.
DOLCEZZA – E’ importante porre sempre l’amore nei nostri gesti. Fare per amore. Non dare niente per scontato, ma affinare la nostra sensibilità per saper riconoscere l’amore dell’altro per me, cogliere come frutti dell’amore e del sacrificio. Attenzione ai contenuti delle parole, ma anche (e soprattutto) al tono della voce e al linguaggio della gestualità.
MANSUETUDINE – E’ l’atteggiamento di chi non prevarica gli altri, ma riconosce di essere una parte (e non il tutto). Saper condividere il condivisibile. Svolgere il nostro servizio con umiltà e gratuità, senza rivendicazioni o pesantezze o rabbia. Correggere fraternamente. Essere consapevoli che si è parte di un processo di comunione che si realizza nel tempo, con l’aiuto del Signore.
Per realizzare tutto questo è necessaria una profonda vita di comunione con il Signore. La nostra vocazione è chiamata alla vita nell’amore. Non è un fatto automatico, ma un processo di maturazione delle relazioni. Noi Laici Canossiani viviamo la nostra chiamata specialmente nell’ambito della famiglia. In questo ambito, Maddalena ci chiede di essere:


esempio – strumento di comunione – maestri di preghiera

Le Laiche Canossiane di Via Tagliamento

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...Ciò che ha colpito me e Cosimo è il fatto che la famiglia debba essere un laboratorio trinitario di Pace, Carità, Amore dove ogni membro è, nel contempo, maestro e allievo. Anche noi, nella nostra famiglia, cerchiamo di esercitare, anche se con qualche difficoltà, l’esercizio della pazienza, della docilità, della mansuetudine e della dolcezza guardando, e cercando di imitare l’esempio di Maria Santissima. Anche se oggi non è sempre facile vedere la famiglia come nucleo di unione, sentiamo che è importante la gratuità nel donarsi e la capacità di aprirsi agli altri pur riconoscendo i propri limiti. Anche nei momenti difficili ci affidiamo a Maria Santissima Addolorata la quale ci dà la forza di essere testimoni nel contesto in cui viviamo.
Nel pomeriggio, durante la celebrazione Eucaristica, alcuni presenti hanno fatto per la prima volta, come Laici canossiani, il loro Affidamento a Maria, Madre della Carità sotto la Croce. Altri invece, come me e Cosimo, hanno potuto rinnovare ancora una volta l’appartenenza a questa famiglia di Laici Canossiani.
Una battuta finale per sottolineare quanto andiamo consolidando sempre più nella nostra vita di coppia: la fedeltà rende vero l’amore.


(Chiara e Cosimo)

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…la famiglia è sempre un gran valore da recuperare, anzi diremo che è un valore primario in questa società.
Siamo chiamati al laboratorio trinitario della pace; il padre al figlio, il figlio al padre, un amore vicendevole in comunione di vita e amore che dura tutta l’esistenza, quindi senza amore non può realizzarsi la vita piena...
S.Maddalena coglie l’essenza della comunione prima nella propria famiglia poi verso il prossimo.
La più grande espressione di carità è l’annuncio dell’amore di Dio proclamato sulla croce, quindi vivere un rapporto di amore con il Signore testimoniando nelle nostra famiglia con gesti concreti di fede, dolcezza, mansuetudine, umiltà e pazienza, sapendo leggere la nostra vita alla luce della Parola.
La mansuetudine vuol dire saper accogliere il servizio con umiltà negando la nostra autostima.

La docilità è saper ascoltare mettendosi in discussione.
Dal ruolo di genitore non si va in pensione. E’ necessaria una competenza psicologica per un rapporto educativo e affettivo che unisce con la dolcezza dei tempi antichi quel modello di paternità e maternità che promuovono ed eleva sempre più a Dio.
S. Maddalena ci chiede di essere: esempio, strumento di comunione, maestri di preghiera.

(Anna e Ezio)

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Dai Laici di Brescia
Ogni volta che partecipiamo ad incontri di preghiera, di riflessione, eventi di gioia e momenti forti che viviamo dentro di noi, sperimentiamo come siano esperienze fruttuose per il nostro vivere quotidiano. Soprattutto l’ultimo: “Famiglia, scuola di Carità” ha lasciato dentro di noi una risonanza profonda che ci ha sollecitato a riflettere, a trovare il coraggio di un cammino di fedeltà, alla positività di una grazia che ci accompagna e dà speranza al nostro cammino. Il tema ha toccato noi Laiche Canossiane nel concreto della nostra vita familiare in particolare e principalmente nell’esercizio della pazienza, della docilità, della mansuetudine e della dolcezza, virtù indispensabili nella nostra vita relazionale.
La dolcezza è la via per arrivare al cuore dell’altro, il saper mettersi all’ultimo posto e compiere con amore il servizio quotidiano.
La famiglia è un vero laboratorio di carità e di amore per vivere e manifestare il volto di Cristo.

(Maria e Giuliana)

Dai Laici di Verona
E' stato un momento di festa e di riflessione con Laici Caossiani che non conoscevo ma che da subito sentivo "famiglia" perchè uniti dallo stesso carisma di Maddalena. Il laico canossiano vive la sua chiamata principalmente nell'ambito della sua famiglia ed è proprio qui che Maddalena ci chiede di essere esempio, strumento di comunione, maestri di preghiera.

Come?
con pazienza ........attraverso l’ascolto, la totale dedizione alla persona e il sostegno.

E' la prima virtù che sembra racchiudere tutte le altre, la pazienza del non tutto subito

con dolcezza....perchè la modalità ed il tono della voce, è molto importante nella quotidianità, nel come ci rivolgiamo agli altri. Mettere amore in tutti i nostri gesti.

con mansuetudine ....il saper condividere il condivisibile e mettere le proprie esigenze all'ultimo posto. Servizio umile e gratuito anche nell'imparare nella semplicità quello che qualcun altro ci può insegnare.

con docilità-.......a volte la vita ci offre delle prospettive allettanti e dopo tutto svanisce nel nulla. Dobbiamo avere la docilità di cogliere ogni giorno ciò che Dio vuole da noi.
Non è possibile incontrare Maddalena e rimanere isolati. Non è possibile aprirsi all'amore di Maddalena senza sentire il bisogno di amare i fratelli.


(Antonella e Amelia )

 

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Che bello sentirsi uniti nello stesso ideale e cantare ancora una volta il nostro si alla chiamata del Signore ad essere suoi testimoni secondo il carisma di S. Maddalena.
Questa è la prima sensazione che mi ha suscitato il veder arrivare a Casa Madre i Laici partecipanti alla terza festa della vocazione.
Questo senso di gioiosa condivisione è continuata per tutto il giorno nella preghiera e nelle riflessioni del carissimo Eugenio che ci ha introdotti in quel campo della nostra missione che è la famiglia, dove dobbiamo saperci distinguere nell’esercitare le nostre quattro specifiche virtù: pazienza, mitezza docilità e dolcezza.
Egli ci ha suggerito gli atteggiamenti e la disposizione di cuore che ogni giorno dobbiamo nutrire per rendere possibile che nelle nostre famiglie circoli l’amore: sentimento fatto di attenzione e accoglienza che diventa segno efficace della nostra speranza nel Signore che, pur provandoci, ci sostiene e, anzi, in qualche momento ci porta.
E’ esploso poi nella Celebrazione Eucaristica il nostro grazie al Signore per la nostra vocazione e l’affidamento alla sua Santa Madre. Particolarmente emozionante perché oltre a rispondere ad una esortazione di Maddalena ci ha fatti sentire uniti al S. Padre Giovanni Paolo II che per l’intera vita a Lei ha dedicato tutto sé stesso (totus tuus) e la sua opera e noi abbiamo lo ricordato con affetto.
(M.T.)
 

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Vocazione cristiana La relazione e la comunione alla base di tutto
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 Il dono della Resurrezione
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